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Telesoccorso pubblico · Veneto

Il telesoccorso in Veneto: cosa spetta a tuo padre o tua madre, e come si chiede

In Veneto il telesoccorso pubblico è gratuito per tutti dal 2018. Le regole della Regione, cosa comprende e a chi si consegna la domanda nelle 9 ULSS.

Telesoccorso gratuito in Veneto: le case con la finestra accesa delle sette province, Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Rovigo, Vicenza e Verona
Il telesoccorso della Regione del Veneto vale con le stesse regole in tutte le sette province

di Frank FabianoPubblicato l'11 settembre 2026Aggiornato il 6 ottobre 2026Basata su 10 pagine ufficiali (Regione, modulo regionale, ULSS e Comuni) e 1 articolo di stampaLettura: 5 minuti

In breve

In Veneto il telesoccorso è gratuito per tutti dai 60 anni, senza ISEE, e per chi sotto i 60 è a rischio riconosciuto. Un apparecchio in casa e un pulsante al collo collegano il genitore a una centrale che risponde 24 ore su 24 e lo chiama due volte a settimana. Si chiede al servizio sociale del Comune o al Distretto della ULSS con il modulo regionale e un documento: attivazione entro 45 giorni (48-72 ore in urgenza) secondo l'ultimo dato regionale, del 2018.

Chi ne ha diritto

Il servizio è della Regione del Veneto e vale in tutti i Comuni, con le stesse regole. Ne hanno diritto:

  • tutte le persone dai 60 anni residenti in Veneto, senza limiti di reddito: non serve l'ISEE;
  • le persone sotto i 60 anni solo se il servizio sociale riconosce una situazione di rischio sociale o sanitario, documentata al momento della domanda (DGR 39/2006).

Il modulo regionale chiede di indicare la condizione del genitore, che serve a dare la precedenza a chi ne ha più bisogno: vive solo o in coppia senza chi lo assiste; è stato dichiarato a rischio dal medico curante; è stato ricoverato negli ultimi tre anni; ha chiesto di entrare in una struttura o di uscirne per essere seguito a casa. Basta una di queste condizioni, e il medico di famiglia si indica solo se si vuole.

La domanda la può firmare il genitore, oppure il figlio come delegato, il tutore o l'amministratore di sostegno. Se in casa vive anche l'altro genitore, il servizio si può poi trasferire a lui con una richiesta di "subentro".

Cosa include, e cosa no

È il telesoccorso classico: un apparecchio in casa e un pulsante da portare al collo o al polso. Premuto il pulsante, risponde in viva voce un operatore di una centrale attiva 24 ore su 24, tutti i giorni, che capisce cosa succede e chiama nell'ordine le persone indicate nel modulo (figli, vicini) e, se serve, il 118 o i Vigili del Fuoco. In più, due volte a settimana è la centrale a chiamare il genitore, per sapere come sta e per provare che l'apparecchio funzioni.

Centrale che rispondeSì, 24 ore su 24Una persona, non una notifica: verifica e decide chi chiamare. È il punto di forza rispetto ai dispositivi da comprare.
Telefonata di controlloSì, due volte a settimanaLa centrale chiama lei il genitore: un contatto fisso per chi vive solo.
Fuori casaNoIl pulsante parla con l'apparecchio in casa entro 80-100 metri. In giardino sì, al mercato no. Per chi esce serve un localizzatore GPS o un pulsante con SIM.
Rileva le cadute da soloNoBisogna premere il pulsante. Se il genitore è già caduto una volta, leggi la guida sugli orologi anticaduta.

L'apparecchio si collega alla linea telefonica fissa di casa oppure, se non c'è, a una SIM dedicata. Serve una presa elettrica; l'apparecchio ha una batteria tampone per i blackout brevi, non per quelli lunghi. In alcune ULSS al servizio si affianca il telemonitoraggio di alcuni parametri, deciso dal medico: non è oggetto di questa pagina.

Quanto costa

Niente. Dal 1° gennaio 2018 la Regione ha abolito ogni compartecipazione: nessuna quota mensile, nessun costo di installazione, nessun ISEE da presentare. Le uniche spese restano quelle che la famiglia avrebbe comunque per il telefono.

VoceChi paga
Centrale operativa 24 ore, telefonate di controlloRegione: gratuito (DGR 1996/2017)
Apparecchio, pulsante, installazione a domicilio da parte della ditta incaricataRegione: gratuito
Linea telefonica fissa (se c'è)la famiglia, con il normale canone che già paga
SIM, solo se in casa non c'è la linea fissala famiglia: una SIM formato "mini", che il tecnico inserisce nell'apparecchio e resta dedicata solo al telesoccorso. Nelle nostre schede stimiamo 60 € l'anno
Corrente elettricala famiglia: serve una presa vicino all'apparecchio

Nel 2018 la Regione contava circa 24.000 persone collegate e 7.800 chiamate di soccorso l'anno, con una spesa regionale di 5,5 milioni di euro. Il servizio è nato con una legge regionale del 1987, e la Regione scrive di essere stata la prima in Italia a istituirlo.

Come si chiede

  1. Scarica o ritira il modulo regionale "richiesta di attivazione del servizio di telesoccorso e telecontrollo" dal sito della ULSS del genitore o dal Comune. Sono due pagine da compilare, più due di informativa sulla privacy: dati del genitore, indirizzo dove installare, telefono fisso (o cellulare se non c'è il fisso), la sua condizione, e i nomi e numeri delle persone da chiamare in caso di bisogno.
  2. Allega un documento d'identità del genitore (e il tuo, se firmi come delegato).
  3. Consegna la domanda al servizio sociale del Comune di residenza oppure al Punto Unico di Accesso del Distretto della ULSS. Molte ULSS accettano anche l'email o lo sportello online con SPID: la tabella qui sotto dice dove, per ognuna delle nove.
  4. Aspetta la chiamata della ditta incaricata (oggi Althea, per conto della Regione): fissa l'appuntamento, installa l'apparecchio, prova il pulsante insieme al genitore e lascia i numeri della centrale.

Quanto si aspetta. L'ultimo dato ufficiale è del comunicato regionale del 2018: attivazione entro 45 giorni dalla domanda, 48-72 ore nei casi urgenti segnalati dal medico curante. Il modulo regionale 2025 conferma che la procedura d'urgenza esiste ancora, ma non indica giorni: le ULSS non pubblicano tempi aggiornati. Nel frattempo, se il genitore vive solo, un pulsante SOS da poche decine di euro copre l'attesa.

Dove si presenta la domanda, ULSS per ULSS

Il Veneto ha nove ULSS. Le regole sono le stesse; cambia solo lo sportello. Se non sai a quale ULSS appartiene il Comune del genitore, basta il capoluogo di provincia indicato sotto.

ULSSDove si presenta la domandaContatto pubblicato
ULSS 1 Dolomiti
Belluno
Servizio sociale del Comune o Distretto (regola regionale); sul sito ULSS non c'è una pagina dedicata—
ULSS 2 Marca Trevigiana
Treviso
Servizio sociale del Comune o Distretto; modulo regionale (PDF)numero verde 800 53 55 35
ULSS 3 Serenissima
Venezia
Servizio sociale del Comune o Distretto (regola regionale); sul sito ULSS nessuna pagina dedicata raggiungibile a settembre 2026—
ULSS 4 Veneto Orientale
San Donà di Piave
Servizio sociale del Comune o Distretto (regola regionale); sul sito ULSS nessuna pagina dedicata raggiungibile a settembre 2026—
ULSS 5 Polesana
Rovigo
Servizio sociale del Comune; a Rovigo anche online dallo sportello telematicoURP Comune di Rovigo 0425 2061
ULSS 6 Euganea
Padova
Sportello amministrativo online (SPID o CIE), sportelli distrettuali di persona, oppure via email[email protected]
ULSS 7 Pedemontana
Bassano del Grappa
Servizio sociale del Comune o Punto Unico di Accesso del Distretto; moduli sul sito ULSS—
ULSS 8 Berica
Vicenza
Servizio sociale del Comune o Distretto; oppure online dallo sportello amministrativo—
ULSS 9 Scaligera
Verona
Uffici del Comune di residenza, oppure via email; moduli e vademecum sul sito ULSS[email protected]

E dopo?

Se il genitore esce ancora di casa, o è già caduto, il telesoccorso regionale da solo non basta: nella scheda del servizio trovi la nostra valutazione e cosa gli manca rispetto ai dispositivi, e nel tool a domande il kit adatto a come vive. Per chi vive fuori dal Veneto, la guida regione per regione raccoglie le regole degli altri territori.

Domande frequenti

Il telesoccorso in Veneto è davvero gratuito?

Sì, per tutti gli aventi diritto, senza ISEE: la Regione ha abolito ogni compartecipazione dal 1° gennaio 2018 (DGR 1996/2017). La famiglia paga solo la linea telefonica di casa o, se non c'è, una SIM dedicata.

Serve per forza la linea fissa?

No. L'apparecchio funziona con la linea fissa oppure con una SIM in formato mini che la famiglia compra e consegna al tecnico al momento dell'installazione. La SIM resta nell'apparecchio e serve solo al telesoccorso.

Funziona anche fuori casa?

No. Il pulsante parla con l'apparecchio di casa entro 80-100 metri: copre casa e giardino, non la strada. Per un genitore che esce serve un dispositivo con SIM o un localizzatore GPS.

Se cade e non riesce a premere il pulsante?

Il servizio non rileva le cadute da solo: parte solo premendo il pulsante. Le telefonate di controllo due volte a settimana riducono il rischio di restare a terra per giorni, ma non lo eliminano. Per chi è già caduto vanno considerati gli orologi con rilevamento cadute.

Posso fare io la domanda per mio padre?

Sì. Il modulo regionale prevede che firmi il beneficiario oppure un richiedente come delegato, tutore o amministratore di sostegno. Serve il documento del genitore e il tuo. Se non vivi in Veneto puoi spedire il modulo via email alle ULSS che la accettano, come la 6 e la 9.

Quanto tempo passa dalla domanda all'installazione?

L'ultimo dato ufficiale della Regione è del 2018: fino a 45 giorni, 48-72 ore nei casi urgenti segnalati dal medico curante. Il modulo 2025 conferma la procedura d'urgenza ma non i giorni.

Fonti, lette l'6 ottobre 2026.

Normativa. L.R. 26/1987, DGR 3655/1999, DGR 39/2006, DGR 1996/2017, DGR 683/2022, deliberazione Azienda Zero 747/2023.

Stanno Bene non è un servizio sanitario né di emergenza: in emergenza chiama il 112. Le regole del servizio le decide l'ente pubblico: se cambiano, aggiorniamo la pagina e la data qui sopra.

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