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Telesoccorso pubblico · Milano

Il telesoccorso a Milano: cosa spetta a tuo padre o tua madre, e come si chiede

A Milano la Teleassistenza è del Comune: gratuita dagli 80 anni, prima dipende dall'ISEE. Le regole della Carta dei Servizi 2026 e i documenti.

Teleassistenza del Comune di Milano: la casa del genitore con il pulsante SOS collegata alla centrale d'ascolto attiva 24 ore
La Teleassistenza del Comune di Milano: un telecomando in casa, una centrale che risponde 24 ore su 24

di Frank FabianoPubblicato l'11 settembre 2026Aggiornato il 6 ottobre 2026Basata sulla Carta dei Servizi Welfare e Salute 2026 e 3 schede del centro di supporto del Comune di MilanoLettura: 4 minuti

In breve

A Milano la Teleassistenza comunale spetta dai 75 anni (prima solo con invalidità oltre il 67% e una malattia invalidante). È gratuita dagli 80 anni per tutti, e prima con ISEE sotto i 20.000 €; da 20.000 € in su si paga il costo pieno, 19,36 € al mese. Un telecomando collega il genitore a una centrale d'ascolto 24 ore su 24, con una chiamata di cortesia a settimana. Si chiede con un appuntamento al Servizio sociale tramite il 02 02 02; attivazione entro 30 giorni.

Chi ne ha diritto

A Milano il telesoccorso pubblico si chiama Teleassistenza ed è un servizio del Comune, descritto nella Carta dei Servizi Welfare e Salute 2026. Possono chiederlo i residenti nel Comune di Milano:

  • dai 75 anni compiuti, senza altre condizioni;
  • sotto i 75 anni solo con un'invalidità certificata superiore al 67% e una malattia che tolga autonomia: cardiopatie, sclerosi multipla, tumori, HIV o altre patologie con uno stato "incontestabile di scarsa autonomia", parole del Comune.

La richiesta la può fare il genitore oppure "la rete parentale e di prossimità": quindi tu, anche da lontano. Non c'è una soglia di reddito per entrare, ma l'ISEE serve a tutti, anche dopo gli 80 anni: il Comune lo chiede per valutare la domanda e per stabilire se si paga.

Cosa include, e cosa no

Un telecomando piccolo da portare sempre con sé. Premuto, manda la richiesta di aiuto a una centrale d'ascolto attiva 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, che "organizza immediatamente l'intervento più opportuno". In più c'è una chiamata di cortesia una volta a settimana, nel giorno e nell'ora scelti dal genitore, per tenere un contatto e cogliere i bisogni: non è obbligatoria, si può rifiutare.

Centrale che rispondeSì, 24 ore su 24Una centrale d'ascolto del Comune, non una notifica sul telefono del figlio.
Telefonata di controlloSì, una a settimanaGiorno e ora li sceglie il genitore. Facoltativa.
Fuori casaNoÈ un sistema per la casa: l'impianto si installa a casa, attaccato alla corrente, e si collega a un telefono fisso o a un cellulare. Per chi esce serve un localizzatore GPS o un pulsante con SIM.
Rileva le cadute da soloNoBisogna premere il telecomando. Per chi è già caduto, leggi la guida sugli orologi anticaduta.

Quanto costa

Dipende dall'età e dall'ISEE ordinario. Il Comune usa due sole fasce, senza vie di mezzo, e l'ISEE va rinnovato ogni anno.

Situazione del genitoreQuanto paga
80 anni compiuti, qualunque ISEEgratuito
75-79 anni, oppure sotto i 75 con invalidità oltre il 67%, con ISEE ordinario fino a 19.999,99 €gratuito (0% di compartecipazione)
75-79 anni, oppure sotto i 75 con invalidità oltre il 67%, con ISEE ordinario da 20.000 € in su19,36 € al mese, cioè il 100% del costo del servizio (pagina del servizio del Comune, aggiornata al 16 giugno 2026)

Il telecomando e la centrale sono compresi. Il telefono (fisso o cellulare) resta a carico della famiglia.

Come si chiede

  1. Prepara l'ISEE ordinario in corso di validità e i documenti anagrafici del genitore. Sotto i 75 anni serve anche il verbale d'invalidità (dal 67% in su).
  2. Chiama il Contact Center del Comune: 02 02 02, tasti 4 e poi 1, e chiedi un appuntamento con il Servizio Sociale territoriale per la Teleassistenza. Può chiamare il genitore oppure tu per lui; dalla pagina del servizio puoi anche prenotare una chiamata e farti richiamare dal Comune.
  3. Vai al colloquio (o accompagnalo): l'assistente sociale raccoglie la domanda, verifica i requisiti e ti dice se e quanto si paga.
  4. Aspetta l'attivazione: lo standard che il Comune si è dato nella Carta dei Servizi 2026 è entro 30 giorni dall'accettazione della domanda.

Nel frattempo, se il genitore vive solo, un pulsante SOS copre l'attesa e resta utile dopo, per quando esce.

Telefonate di compagnia a Milano

La Teleassistenza comprende già una chiamata di cortesia a settimana. Per chi ha bisogno soprattutto di una voce, a Milano ci sono anche:

  • A.R.A.S., associazione di volontariato con una convenzione con il Comune: un ascolto telefonico gratuito allo 02 739 539 26, tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 22, aperto a chiunque; fuori orario si lascia un messaggio e richiamano. I volontari telefonano anche alle persone più fragili, spesso anziani segnalati dai Servizi sociali del Comune. Cosa fa e cosa no è nella scheda di ARAS.
  • D'estate, Milano Aiuta Estate. Il 23 giugno 2026 il Comune ha annunciato che, con le ondate di calore, i suoi operatori avrebbero telefonato agli oltre 850 casi fragili segnalati dai servizi sanitari. Allo 02 02 02, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 18, si poteva chiedere aiuto, compreso il sostegno relazionale telefonico (qui la notizia del Comune).
  • Filo d'Argento di Auser: numero verde 800 995 988, tutti i giorni dalle 8 alle 20, per compagnia e piccoli aiuti. Tutto nella scheda del Filo d'Argento.

E dopo?

Se il genitore ha meno di 75 anni e nessuna invalidità certificata, la Teleassistenza comunale non lo prende: le alternative sono le centrali di telesoccorso private in abbonamento o un dispositivo che chiami direttamente te, scelto con il tool a domande. Per chi vive fuori Milano, in provincia ogni Comune fa da sé: la guida regione per regione raccoglie le regole pubblicate, Bergamo compresa.

Domande frequenti

La Teleassistenza di Milano è gratuita?

Dagli 80 anni sì, per tutti. Tra i 75 e i 79 anni, o sotto i 75 con invalidità, è gratuita con ISEE ordinario fino a 19.999,99 €; da 20.000 € si paga il costo pieno, 19,36 € al mese.

Mio padre ha 72 anni e sta bene: può averla?

No. Sotto i 75 anni il Comune la concede solo con un'invalidità certificata oltre il 67% e una patologia che tolga autonomia. In alternativa ci sono le centrali private o un dispositivo che chiama direttamente i figli.

La chiamata settimanale è obbligatoria?

No. Il Comune la prevede come cortesia, nel giorno e nell'ora scelti dal genitore, per mantenere un contatto e cogliere i bisogni. Si può rifiutare.

Posso chiederla io per mia madre, da un'altra città?

Sì: la Carta dei Servizi prevede la richiesta anche da parte della rete parentale. Chiami il 02 02 02 (tasti 4, poi 1) e fissi l'appuntamento con il Servizio sociale del suo quartiere; servono i suoi documenti e l'ISEE.

Quanto tempo passa prima dell'attivazione?

Lo standard dichiarato dal Comune nella Carta dei Servizi 2026 è entro 30 giorni dall'accettazione della domanda.

Funziona anche se esce di casa?

No: il telecomando dialoga con l'impianto installato in casa, collegato a un telefono fisso o a un cellulare. Per un genitore che esce serve un dispositivo con SIM o un localizzatore GPS.

Fonti, lette l'6 ottobre 2026.

Stanno Bene non è un servizio sanitario né di emergenza: in emergenza chiama il 112. Le regole del servizio le decide l'ente pubblico: se cambiano, aggiorniamo la pagina e la data qui sopra.

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