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Guida · agevolazioni

Una scala, un bagno, un gradino: come rendere sicura la casa di una persona anziana pagando meno

Il bonus al 75% è finito. Nel 2026 per scale, servoscala e bagno restano il 50% o 36%, il 19% con la disabilità, l'IVA al 4% e il contributo del Comune.

Adattare la casa di un anziano: la casa del parente anziano e il telefono di chi lo segue da lontano, uniti da un filo
Per i lavori del 2026 resta il bonus ristrutturazioni; il contributo della legge 13 si chiede al Comune entro il 1° marzo

di Frank FabianoPubblicato il 2 ottobre 2026Aggiornato il 2 ottobre 2026Basata sulle guide dell'Agenzia delle Entrate (giugno 2026 e febbraio 2026), la legge 13/1989, il DPR 380/2001 e la Conferenza Stato-RegioniLettura: 7 minuti

In breve

Il bonus barriere architettoniche al 75% è finito: vale solo per le spese pagate entro il 31 dicembre 2025. Nel 2026 per rampe, scale, servoscala, piattaforme e bagno a norma c'è il bonus ristrutturazioni: 50% se paga il proprietario sulla sua abitazione principale, 36% negli altri casi, fino a 96.000 euro, in dieci anni, anche senza una persona con disabilità in casa. Con una disabilità certificata c'è anche il 19% per i mezzi di sollevamento. Il servoscala ha comunque l'IVA al 4%, senza certificati. Il Comune dà un contributo a fondo perduto (legge 13) fino a 7.101,28 euro: domanda al Sindaco entro il 1° marzo.

Bonus barriere architettoniche 2026: i tre aiuti che restano

Una persona anziana che vive da sola cade più spesso in bagno e sulle scale. Rendere la casa sicura costa, ma tre aiuti diversi possono coprire una parte della spesa. Due si chiedono con la dichiarazione dei redditi, uno al Comune.

Bonus ristrutturazioniDetrazione 19% (mezzi di ausilio)Contributo legge 13
Per cosalavori sulla casa: rampe, scale, servoscala, piattaforme elevatrici, ascensore, bagno e porte a normamezzi di sollevamento e ausilio (anche il servoscala), rampe, adattamento dell'ascensoreopere per eliminare le barriere in un edificio privato
Serve una disabilità?nosì, certificata (legge 104 o invalidità)sì, menomazione permanente con certificato medico
Quanto, nel 202650% se paga il proprietario e la casa è abitazione principale, altrimenti 36%, su massimo 96.000 €, in 10 anni19% di tutta la spesa, senza franchigia e senza limite di redditoa fondo perduto, fino a 7.101,28 € per domanda
Come si chiedenessuna domanda: bonifico "parlante" e dichiarazione dei redditinella dichiarazione dei redditidomanda al Sindaco entro il 1° marzo

Il bonus barriere architettoniche al 75% non c'è più: valeva per le spese pagate fino al 31 dicembre 2025. L'Agenzia delle Entrate lo scrive senza giri: "Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2026, pertanto, non è più possibile richiederla". Chi ha pagato entro il 2025 continua a detrarre le sue rate; per i lavori nuovi resta il bonus ristrutturazioni.

Il bonus ristrutturazioni: la strada principale nel 2026

È la detrazione dell'articolo 16-bis del Testo unico delle imposte. Per le spese del 2026 vale il 50% se i lavori li paga il proprietario (o chi ha un diritto reale, come l'usufrutto) e la casa è la sua abitazione principale; il 36% negli altri casi. Il tetto è di 96.000 euro per abitazione, e la detrazione si divide in 10 rate annuali (legge di bilancio 2026, guida dell'Agenzia delle Entrate). Nel 2027 le aliquote scendono al 36% (proprietario, abitazione principale) e al 30% (altri casi); dal 2028 al 2033 resta il 30%, con un tetto di 48.000 euro.

  • Cosa rientra: l'Agenzia elenca il rifacimento di scale e ascensori, rampe interne ed esterne, servoscala (i montascale) e piattaforme elevatrici, l'adeguamento dei servizi igienici, delle porte e degli impianti, anche un elevatore esterno. Per contare come "eliminazione delle barriere" i lavori devono rispettare le regole tecniche del decreto 236 del 1989.
  • Non serve una persona con disabilità in casa: la detrazione spetta "anche se l'intervento, finalizzato all'eliminazione delle barriere architettoniche, è effettuato in assenza di persone con disabilità".
  • Attenzione al bagno: cambiare la vasca con una doccia o una vasca con lo sportello non conta come barriera se non rispetta il decreto 236; può rientrare come manutenzione straordinaria.
  • Solo lavori, non oggetti: telefoni a viva voce, schermi o computer non rientrano. Per quelli c'è, se c'è una disabilità, la detrazione del 19% (sotto).
  • Come si paga: con il bonifico "parlante" per le ristrutturazioni, con causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA dell'impresa. Fatture e bonifici vanno conservati.

Pago io i lavori a casa del genitore: posso detrarre?

Non basta pagare: serve anche un titolo sulla casa. Per l'Agenzia delle Entrate la detrazione spetta a chi possiede o detiene la casa "sulla base di un titolo idoneo" e sostiene la spesa.

La tua situazionePuoi detrarre?
Sei proprietario o nudo proprietario della casa in cui vive il genitoresì, al 50%: la casa dove abita stabilmente un tuo familiare (anche un genitore) conta come tua abitazione principale. Ma se nello stesso anno fai lavori anche a casa tua, il 50% vale solo per la tua
Vivi con il genitore già all'inizio dei lavorisì, al 36%, come familiare convivente
Hai un comodato registrato prima dei lavori, con il consenso del proprietariosì, al 36%
Non hai nessun titolo sulla casa (né proprietà o usufrutto, né comodato o affitto registrato) e non convivino: puoi aiutare a pagare, ma detrae solo chi ha un titolo sulla casa (proprietà, usufrutto, affitto…) e sostiene la spesa

Se il genitore è proprietario e paga lui, detrae il 50% sulla sua abitazione principale. Il ricovero permanente in una struttura non fa perdere la qualifica di abitazione principale, se la casa non viene affittata.

Se il genitore paga poca IRPEF, la detrazione si consuma solo fino all'imposta: "la parte di detrazione che supera l'imposta non può essere rimborsata" (istruzioni del 730/2026). La rata di quell'anno si perde; le rate degli anni dopo restano valide. La cessione del credito e lo sconto in fattura, che aiutavano chi paga poca IRPEF, valevano solo per le spese fino al 31 dicembre 2024. In questi casi conviene che i lavori li paghi chi ha un titolo sulla casa e IRPEF sufficiente. Se fattura e bonifico sono intestati al genitore ma paga il figlio che ha un titolo, la fattura va completata con il nome del figlio e la percentuale che ha pagato (guida dell'Agenzia delle Entrate).

Montascale (servoscala) e ausili: il 19% e l'IVA al 4%

Se la persona ha una disabilità certificata (legge 104 o invalidità civile), alcune spese si detraggono al 19% per intero, senza la franchigia di 129,11 euro e senza limiti di reddito: le rampe, l'adattamento dell'ascensore per la carrozzina, la pedana di sollevamento e i mezzi per la deambulazione e il sollevamento (anche il servoscala, come mezzo di sollevamento) (guida dell'Agenzia delle Entrate, febbraio 2026). La può usare anche il familiare che ha la persona fiscalmente a carico, cioè con un reddito complessivo fino a 2.840,51 euro; serve il pagamento tracciabile (bancomat, carta, bonifico), tranne che per i dispositivi medici (istruzioni del 730/2026, dove si legge anche che le spese sanitarie sono escluse dal limite delle detrazioni per i redditi alti).

  • Non si somma al bonus ristrutturazioni sulla stessa spesa: il 19% vale solo per la parte che supera i 96.000 euro. Per un servoscala, di solito conviene il bonus ristrutturazioni.
  • IVA al 4% invece del 22% per servoscala e mezzi simili e per le piattaforme elevatrici con le caratteristiche del decreto 236 del 1989; vale anche per i lavori in appalto che eliminano le barriere. Va chiesta al venditore o all'impresa al momento dell'acquisto. Non serve nessun certificato di chi compra: per l'Agenzia delle Entrate conta il prodotto, "senza condizionare l'applicazione dell'aliquota ridotta alla circostanza che l'acquirente sia il soggetto portatore di handicap" (risoluzione 70/E del 2012); vale anche se compra il condominio.

Molti ausili non vanno comprati: carrozzine, letti articolati, sollevatori e sedie comode li dà la ASL a chi ne ha diritto, con la prescrizione dello specialista. Lo spiega la guida sugli ausili gratis dalla ASL.

Legge 13/89: il contributo del Comune

È un contributo a fondo perduto per le opere che eliminano le barriere in un edificio privato, previsto dall'articolo 9 della legge 13 del 1989, e si somma ad altri contributi.

  1. Chi lo chiede: la persona con una menomazione o limitazione funzionale permanente, anche solo nel camminare, oppure chi la ha fiscalmente a carico, o il condominio in cui vive.
  2. Quando: la domanda va al Sindaco del Comune in cui si trova la casa entro il 1° marzo di ogni anno, con le opere da fare e la spesa prevista (articolo 11). Le regole di dettaglio le fissa ogni Regione e non esiste un riepilogo nazionale. Quattro esempi dalle pagine ufficiali: in Friuli Venezia Giulia la domanda va fatta prima di iniziare i lavori e di pagare le spese; in Emilia-Romagna prima di iniziare i lavori, con il certificato di qualsiasi medico, due graduatorie (statale e regionale) e nessun limite di reddito; nelle Marche la domanda deve riguardare opere non ancora realizzate; in Lombardia il Comune carica le domande sulla piattaforma regionale Bandi on Line. Chiedi al tuo Comune.
  3. Cosa allegare: un certificato medico in carta libera che attesti la disabilità e una dichiarazione sostitutiva con l'indirizzo della casa e le difficoltà di accesso (articolo 81 del Testo unico dell'edilizia). Il modulo lo dà il Comune.
  4. Quanto: la legge calcola il contributo a scaglioni sulla spesa (tutta fino a 2.582,28 euro, poi una quota delle spese più alte): il massimo è 7.101,28 euro per domanda, come riporta la Regione Friuli Venezia Giulia.
  5. Quando arrivano i soldi: dopo i lavori, entro 15 giorni dalle fatture quietanzate, ma solo quando il fondo arriva al Comune.

Il fondo nazionale c'è, ma va lento. Per l'anno 2024 il decreto interministeriale n. 298 del 29 novembre 2024 ha ripartito tra le Regioni 18.306.936,67 euro: insieme ai fondi avanzati alle Regioni (8.089.630,91 euro) ha coperto per intero il fabbisogno al 1° marzo 2024. Per l'anno 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha dato l'intesa il 7 luglio 2026 (atto n. 102/CSR) sullo schema di decreto di riparto: l'atto non riporta la cifra e il decreto non è ancora pubblicato. Per il 2026 non c'è ancora nessun riparto dei soldi tra le Regioni (controllato il 2 ottobre 2026). Se i soldi non bastano, passano prima gli invalidi totali con difficoltà a camminare, poi l'ordine di arrivo; le domande non pagate restano valide per gli anni successivi.

Una casa a norma è metà del lavoro. L'altra metà è sapere che la persona sta bene quando sei lontano: la guida su un genitore che vive da solo e quella sul rilevatore di cadute spiegano come.

Domande frequenti

Il bonus barriere architettoniche al 75% c'è ancora nel 2026?

No. Vale solo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025: "Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2026, pertanto, non è più possibile richiederla", scrive l'Agenzia delle Entrate. Per i lavori del 2026 resta il bonus ristrutturazioni al 50% o al 36%.

Quanto si detrae nel 2026 per un montascale (servoscala)?

Con il bonus ristrutturazioni il 50% se paga il proprietario e la casa è la sua abitazione principale, altrimenti il 36%, su massimo 96.000 euro e in dieci rate. Con una disabilità certificata c'è anche il 19% per i mezzi di sollevamento, ma non si somma al bonus sulla stessa spesa: vale solo sulla parte oltre i 96.000 euro. Il servoscala ha l'IVA al 4%.

Serve la legge 104 per il bonus ristrutturazioni sulle barriere?

No: l'Agenzia delle Entrate precisa che la detrazione spetta anche se in casa non ci sono persone con disabilità. Servono però lavori conformi al decreto ministeriale 236 del 1989.

Pago io i lavori a casa del mio genitore: posso detrarli?

Solo se hai un titolo sulla casa: proprietario o nudo proprietario (50%), familiare convivente dall'inizio dei lavori o comodatario con contratto registrato (36%). Un figlio senza nessun titolo sulla casa (né proprietà o usufrutto, né comodato o affitto registrato, né convivenza) non può detrarre.

Come si chiede il contributo della legge 13?

Con una domanda al Sindaco del Comune in cui si trova la casa, entro il 1° marzo di ogni anno, con le opere e la spesa previste, un certificato medico in carta libera e una dichiarazione sostitutiva. Alcune Regioni, come il Friuli Venezia Giulia, la chiedono prima dei lavori; il contributo arriva dopo, con le fatture quietanzate.

Il genitore paga poca IRPEF: perde la detrazione?

Ne perde una parte: la detrazione si usa solo fino all'imposta dovuta e la parte in più non viene rimborsata (istruzioni del 730/2026). Le rate degli anni dopo restano valide. Cessione del credito e sconto in fattura valevano solo per le spese fino al 31 dicembre 2024: conviene che paghi chi ha un titolo sulla casa e IRPEF sufficiente.

Per l'IVA al 4% sul servoscala serve un certificato?

No. Per l'Agenzia delle Entrate (risoluzione 70/E del 2012) l'aliquota ridotta dipende dal prodotto, non dall'invalidità di chi compra; vale anche se compra il condominio. Le piattaforme elevatrici devono avere le caratteristiche del decreto 236 del 1989.

Il contributo della legge 13 si somma alle detrazioni?

La legge lo dichiara cumulabile con altri contributi. La Regione Friuli Venezia Giulia, per esempio, ammette il cumulo anche con le agevolazioni fiscali, ma il totale non può superare la spesa e ognuno si calcola sulla parte che resta a carico.

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Fonti. Agenzia delle Entrate, "Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026 - Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio... Barriere architettoniche" (giugno 2026); Agenzia delle Entrate, "Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità" (febbraio 2026); D.Lgs. 117/2026, art. 373 e 377 (nuovo Testo unico, dal 2027); Legge 13/1989, artt. 9-11 e DPR 380/2001, art. 81 (Normattiva); Regione Friuli Venezia Giulia, "Barriere architettoniche - contributo statale" (aggiornata al 18 marzo 2026), come esempio; Conferenza Stato-Regioni, intesa n. 102/CSR del 7 luglio 2026; Agenzia delle Entrate, "Modello 730/2026 - Istruzioni per la compilazione" (aggiornate al 28 maggio 2026) e risoluzione n. 70/E del 25 giugno 2012; Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, decreto interministeriale n. 298 del 29 novembre 2024; pagine sulla legge 13 delle Regioni Emilia-Romagna (30 giugno 2025), Marche e Lombardia (bando "Barch Fabbisogno 2026"), come esempi. Fonti lette il 2 ottobre 2026.

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