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Guida · agevolazioni

La badante di tuo padre nella tua dichiarazione dei redditi: cosa si recupera, e con quali ricevute

Due aiuti che si sommano: deduzione dei contributi fino a 1.549,37 € e detrazione del 19% fino a 2.100 €. Chi le usa, i documenti e un esempio.

Detrazione badante nel 730: la casa del genitore e il telefono del figlio lontano, uniti da un filo
Il figlio che paga la badante può portarla in detrazione anche se il genitore non è a suo carico

di Frank FabianoPubblicato l'11 settembre 2026Aggiornato il 6 ottobre 2026Basata sulla pagina dell'Agenzia delle Entrate sulla detrazione per gli addetti all'assistenza e la scheda INPS sulle agevolazioni fiscali del lavoro domesticoLettura: 5 minuti

In breve

Chi paga una badante per un genitore non autosufficiente (certificato dal medico) detrae il 19% di massimo 2.100 € l'anno, cioè fino a 399 €, se il suo reddito complessivo non supera 40.000 €; la detrazione spetta anche al figlio, anche se il genitore non è a suo carico. In più il datore di lavoro deduce la sua quota di contributi INPS, fino a 1.549,37 €, senza limiti di reddito. Servono pagamenti tracciabili, la ricevuta firmata dalla badante e le ricevute dei contributi.

Detrazione badante e contributi: due aiuti che si sommano

Chi paga una badante o un'assistente per un genitore non autosufficiente ha due strumenti nella dichiarazione dei redditi, e l'Agenzia delle Entrate conferma che si possono usare insieme.

Deduzione dei contributiDetrazione delle spese di assistenza
Cosai contributi INPS versati per la badantelo stipendio pagato all'assistente di una persona non autosufficiente
Quantosi toglie dal reddito fino a 1.549,37 € l'annosi toglie dall'imposta il 19% di massimo 2.100 € di spesa: fino a 399 € di tasse in meno
Limite di redditonessunoreddito complessivo fino a 40.000 € (conta anche l'affitto in cedolare secca)
Serve la non autosufficienzanosì, certificata dal medico
Chi la usail datore di lavoro (chi ha il contratto con la badante), per la parte a suo caricoil genitore, oppure il figlio che sostiene la spesa, anche se il genitore non è a suo carico

La deduzione riduce il reddito su cui si calcola l'IRPEF: il risparmio dipende dalla propria aliquota. La detrazione è fissa: 19% della spesa, fino a 399 €.

Se più familiari pagano insieme la badante dello stesso genitore, attenzione: il tetto di 2.100 € non è per ciascuno. È unico per la persona assistita e va diviso tra tutti quelli che hanno sostenuto la spesa, in proporzione a quanto ha pagato ciascuno.

Cosa vuol dire "non autosufficiente" per il fisco

L'Agenzia delle Entrate considera non autosufficiente chi non è in grado, per esempio, di alimentarsi da solo, di espletare le funzioni fisiologiche e l'igiene personale, di camminare, di vestirsi; oppure chi ha bisogno di sorveglianza continua. Basta una di queste condizioni, e deve risultare da una certificazione medica: il certificato si esibisce solo se l'Agenzia lo chiede, ma va conservato. La detrazione non spetta quando la non autosufficienza non dipende da una patologia, per esempio per un bambino piccolo.

Documenti e pagamenti: le regole che fanno perdere il bonus

  1. Pagamenti tracciabili: dal 2020 la detrazione spetta solo se lo stipendio è pagato con bonifico, carta o altri mezzi tracciabili. Il contante fa perdere il 19%.
  2. La ricevuta della badante, firmata, con i suoi dati e il suo codice fiscale, quelli di chi paga e di chi è assistito, e la prova del pagamento tracciato.
  3. Il certificato medico di non autosufficienza, da conservare.
  4. Le ricevute dei contributi INPS (gli avvisi pagoPA pagati) per la deduzione: l'INPS ricorda che il datore di lavoro "deve conservare le ricevute".

Tutto si indica nel quadro E del 730 (oneri e spese); con il 730 precompilato i contributi versati all'INPS compaiono già, le spese di assistenza vanno aggiunte a mano con le ricevute.

Un esempio

Il figlio paga la badante del padre non autosufficiente: 9.360 € di stipendio l'anno con bonifico e 1.497,60 € di contributi INPS a carico della famiglia (l'esempio della guida sui contributi). Nel 730 del figlio, se il suo reddito complessivo non supera 40.000 €:

  • detrazione: 19% di 2.100 € (il tetto, la spesa è più alta) = 399 € di IRPEF in meno;
  • deduzione: 1.497,60 € tolti dal reddito, se il datore di lavoro è il figlio, che valgono la sua aliquota IRPEF su quella cifra.

Con un reddito sopra i 40.000 € resta solo la deduzione dei contributi. In quel caso conviene che il datore di lavoro e chi paga sia il genitore, se ha un reddito sotto la soglia: la detrazione la fa lui.

Domande frequenti

Quanto si risparmia con la detrazione della badante?

Il 19% della spesa, su un massimo di 2.100 € l'anno: fino a 399 € di IRPEF in meno, e solo se il reddito complessivo di chi detrae non supera i 40.000 €.

Posso detrarre io la badante di mia madre, che non è a mio carico?

Sì: l'Agenzia delle Entrate lo scrive espressamente, purché la spesa la sostenga tu, con pagamenti tracciabili e ricevute intestate, e tua madre sia non autosufficiente con certificazione medica.

Deduzione e detrazione si possono usare insieme?

Sì. La deduzione dei contributi (fino a 1.549,37 €) e la detrazione del 19% delle spese di assistenza (fino a 2.100 €) sono due agevolazioni distinte e cumulabili.

Io e mio fratello paghiamo insieme la badante: abbiamo 2.100 € di tetto ciascuno?

No: il tetto di 2.100 € è unico per il genitore assistito, non uno a testa. Se in più familiari sostenete la spesa, va diviso tra voi in base a quanto ha pagato ciascuno.

Se pago in contanti?

Perdi la detrazione: dal 2020 le spese per gli addetti all'assistenza si detraggono solo se pagate con mezzi tracciabili. La deduzione dei contributi non è toccata, perché i contributi si pagano all'INPS con pagoPA.

Serve il verbale di invalidità?

No: serve una certificazione medica di non autosufficienza, che si conserva e si esibisce se l'Agenzia la chiede. Il verbale di invalidità o l'accompagnamento aiutano, ma non sono il documento richiesto.

Vale anche per la retta della casa di riposo?

In parte sì: la detrazione del 19% su massimo 2.100 € vale anche per la quota di assistenza della retta, se la casa di riposo la indica a parte nella ricevuta. Vitto e alloggio restano fuori; le altre regole della RSA sono in una guida a parte.

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Fonti. Agenzia delle Entrate, "La detrazione per gli addetti all'assistenza a persone non autosufficienti" e area "Agevolazioni per le persone con disabilità"; INPS, "Contributi e agevolazioni fiscali per chi assume un lavoratore domestico" (aggiornata al 23 giugno 2025); D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 10 e art. 15; Agenzia delle Entrate, "Contributi previdenziali e assistenziali" (dichiarazione 2026, rigo E23) e "Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità" (febbraio 2026). Fonti lette l'11 settembre 2026, ricontrollate il 6 ottobre 2026.

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